The greatest adventure that you can embark on
Mahatapa Palit
Originally from India, Mahatapa now lives in New York City. She describes reading that the spiritual life is 'the greatest adventure that you can embark on' and how embarking on that adventure brough her to the Sri Chinmoy Centre. Mahatapa explains a few of the important lessons she has learned over the years - such as how everything in the universe is connected, and importance of feeling gratitude every day.
La mia storia prima di iniziare la vita spirituale
Sumangali, Inghilterra
Nessuno ricorda la propria nascita, nonostante sia un evento eccezionale. Ognuno utilizza il suo primo respiro per piangere. Rumori, freddo, movimento, dolore, stanchezza, separazione dalla sorgente, sono davvero troppo da sopportare. Non si ha la forza necessaria, e non c'è nulla di conosciuto a cui fare riferimento. Abraham Lincoln, la Regina Vittoria, Albert Einstein, Mohamed Ali... per quanto importante possa essere ognuno di loro, sono tutti arrivati nudi e soli, e hanno pianto.
Il mio iniziale smarrimento restò con me più a lungo del loro, e forse più a lungo di molti altri. Il pianto rimase, anche se silenzioso. La vita per me era un'autostrada veloce, ed i veicoli umani mi sembravano fragili! Vedevo il dolore negli altri e lo sentivo come mio; non costruii nessun'armatura nei miei pensieri e nei miei sensi.
Ero una bambina malaticcia; nel mio primo sogno nitido c'era la morte: mi svegliai piena di paura di ogni cosa, sperando nella liberazione del sonno, ma insieme temevo i miei sogni più della mia veglia!
"Svuota la mente", disse mia madre, "pensa a cose belle, o non pensare a nulla"... così creai la mia prima piccola fiamma di pace dentro di me. Essa illuminò un po' il mio mondo, in quella strana perenne notte; s'insinuò nell'oscurità che tanto contrastava con la mia condizione esteriore sicura e tranquilla.
Avevo timore della vita, e della sua fine; del mondo, e di me stessa nel mondo; di essere piccola, e di crescere. Avevo paura che Dio mi avesse dimenticata sulla Terra.
Questa era forse la cosa più strana; ero stata educata come atea, ma avevo sempre creduto segretamente in Dio: che la vita non ci fosse solo in Terra, che la morte non fosse la fine della vita. Grazie a Dio era così.
Era comunque un credere piuttosto vago, come il suono di una campana lontana nel fruscio del vento, o una fotografia quasi completamente oscura: non c'era nessuno che mi aiutasse a schiarire quell'immagine. Mi sarebbe sembrata una grande debolezza ammettere che credevo in Dio e che avevo bisogno di sentirmi più vicina a Lui, ed ammettere così che non riuscivo ad aver cura di me stessa.
Ma comunque nessuno sapeva nulla. Nessuno sapeva dove siamo, o quanto sia grande l'universo; nessuno sapeva con certezza cosa succede dopo la morte; nessuno sapeva dov'è Dio. Mi sembrava che non importasse a nessuno. Ed importava a me sopra ogni cosa.
Nell'adolescenza vissi in modo sregolato, come può accadere a tutti; sempre braccata da paure cui non riuscivo a dare un nome, sempre più sensibile alla vulnerabilità di un mondo che non capivo. Io crebbi, e crebbe l'oscurità. Ne ero intrappolata, ero soggiogata dalla mia paura. Anche la fatua memoria di Dio era stata inghiottita da essa, ed io ero terribilmente sola.
La fortuna ha l'abitudine di seguirmi, specialmente quando ne ho più bisogno. Una signora mia vicina di casa imparò a meditare e mi diede alcuni libri perché io potessi fare lo stesso. Mi parlò di Dio con naturalezza, da amica. L'immagine gradualmente si illuminò.
Con ogni tentativo di meditare acquisii più forza, raccogliendo felicità da un frutteto che era molto più generoso del mio... un frutteto di frutti dolci per tutto l'anno, e in cui è sempre estate. Osai ricordare che la mia vita non è un viaggio in solitudine, ma che è giudato da Qualcuno più grande di me. Alla fine riuscii a respirare per la prima volta.
Un giorno affrontai la paura. Ed essa si dissolse, come un serpente di fumo.
Dio non mi aveva dimenticata: io avevo dimenticato Lui.
Ero comunque un'amica di Dio, solo quando riuscivo. La meditazione era difficile: anche praticando tutti i giorni, i miei tentativi non avevano forza, a meno che non fossi disperata, in difficoltà... stabilii una regola, una sorta di accordo bilaterale con il "serpente di fumo". Era sempre lì, ma avrebbe dovuto restare confinato nel suo spazio. Dio viveva da qualche parte al piano superiore, ed io ero spesso troppo pigra per raggiungerlo; Lo salutavo ogni mattina in modo superficiale dalle scale... In quel periodo ricavavo il mio coraggio da fonti più "facili": era come comprarlo in bottiglia o in pillole, il tipo di coraggio che si può ricavare grazie ad amicizie superficiali e piccoli successi esteriori. Era una felicità a buon mercato, e come accade per molte imitazioni, mi stancò dopo alcuni anni. Inseguii la felicità per tutto il mondo, ma arrivai proprio al punto in cui avevo iniziato, e con nessun risultato.
Credo che quella situazione fosse una nuova nascita, una benedizione nella forma di annichilimento... Ci fu un incidente per il quale quasi persi la vita... presto dopo di esso non avevo più soldi, né lavoro, né una famiglia con me, né amici, né casa... alcuni oggetti personali, e non un frammento di speranza o di autostima. Ero indifesa come un neonato, e disperavo per una soluzione.
Sapevo di dover imparare a meditare davvero; dovevo trovare qualcuno che sapesse farlo e che potesse insegnarmi. Ritrovai i libri che mi diede la vicina e provai un nuovo esercizio: "The Spiritual Guide" [la guida spirituale]. Cominciava con l'immaginazione, come tutte le visualizzazioni. Nel mio cuore, stavo aspettando sulla spiaggia che qualcuno venisse ad insegnarmi... Ed infine qualcuno arrivò.
Era un bellissimo uomo indiano, tutto delicatezza e dolcezza, ma con la forza di una galassia contenuta in un corpo umano. Mi amava come se lo avessi conosciuto da sempre. Mi ascoltò e capì, senza alcun giudizio o severità. Mi incoraggiò in modo non indulgente ma sincero; e non con parole ma in silenzio, diffondendo saggezza e pace come dei profumi, che io semplicemente inalavo.
Era qualcuno che sapeva. Conosceva Dio. Lui sapeva già ogni cosa che io non avevo ancora capito. Non aveva bisogno di dirmelo: il fatto che lui sapeva, vedere e sentire questo in lui, per me era abbastanza. Conteneva tutti gli opposti, tutti gli estremi per cui avevo anelato: spiritualità e certezza, bellezza e praticità, e più di tutto, profondo autocontrollo immacolato [immaculate poise]. Non mi rispose perché io potessi risolvere tutto direttamente, ma dopo essere stata seduta con lui sapevo cosa fare nella vita e sentii la forza per poterlo fare.
Nel corso dell'anno successivo ottenni un lavoro, un'automobile e una bella casa. Ero salva e in buona salute, attaccata dal mondo ma non più da esso terrorizzata.
Volli imparare meglio la meditazione, ed incontrarmi con altri che conscessero i suoi segreti. Volevo praticare la meditazione con loro, scoprire nuove tecniche, scambiare esperienze... il Centro Sri Chinmoy fu il primo ed unico luogo che trovai.
Pensai che fosse colpa della mia immaginazione... come poteva essere la stessa persona che avevo già visto ogni giorno per un intero anno? Era lui, nelle fotografie, nei filmati! Si era materializzato. Era stao lì tutto il tempo. Potevo leggere le sue parole e cantare i suoi canti. Infine potei sedere insieme a lui fisicamente, come avevo fatto tante volte nel mio cuore.
Non posso motivare la mia fortuna. Sono minuscola e piena di imperfezioni. Ma l'amore divino tocca tutta la creazione come i raggi del Sole. Non dobbiamo aspettare di meritarcelo, per fortuna. Grazie a Sri Chinmoy risposi a domande che non avevo neanche ancora formulato.
Nella sua intensa vita di 76 anni, egli ha dato equamente ed abbondantemente non ciò che era meritato, ma ciò che era necessario. Ha creato dei percorsi per noi, delle mappe per le nostre prossime tappe, o indicazioni per il nostro lontano futuro: attraverso poesie, canti, dimostrazioni atletiche e meditazione silenziosa.
A volte mi manca. Ho avuto dieci anni di tempo per abituarmi alla ricchezza della sua sua presenza fisica. Ma so che lui mi ha dato molto più di ciò di cui ho bisogno, e molto più di quanto tutto il mondo possa darmi. Quando mi manca, so che tutto ciò che devo fare è aspettarlo nel mio cuore... e lui verrà.
Sumangali, pagina originale.
Come divenni studente di Sri Chinmoy
Databir, USA.
Quando mi laureai alla Wesleyan University, nell'estate del 1971, mio padre mi chiese cosa volessi come regalo; gli risposi che volevo girare il mondo in autostop, lui acconsentì e mi diede 1500 dollari. A settembre volai in Irlanda, ed iniziai il mio viaggio: Europa, Israele, Jugoslavia, Turkia, Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Malaga, Singapore, Australia... infine da Sydney ero in rotta per il Canale di Panama. Avevo viaggiato per due anni, e fatto esperienza del cuore interiore di unità, del mondo. Molte persone, che avevano molto meno benessere di me, mi presero nelle loro case e nel loro cuore, e mi cambiarono per sempre. Avrò sempre vera gratitudine per tutti coloro che mi aiutarono e mi amarono.
Lasciai il porto di Sidney su una nave passeggeri russa, in rotta verso l'Inghilterra [passando per il canale di Panama -n.d.t.]. Il mio programma era di prendere terra a Panama e fare l'autostop attraverso l'America Centrale fino agli Stati Uniti, e tornare infine a casa in Connecticut.
Una sera, sulla nave, andai nel locale per il tempo libero, e vidi un uomo giovane che giocava a scacchi da solo. Gli chiesi se voleva giocare con me e lui disse di sì. Cominciammo a parlare, e scoprii che aveva un Guru in Tailandia, il quale gli aveva detto di tornare in Inghilterra e trovare un altro Guru che avrebbe potuto portarlo avanti nel suo viaggio spirituale. Mi disse che la meta della vita è l'Autorealizzazione, e che questa si raggiunge attraverso la meditazione. Prima di allora avevo forse meditato due volte in vita mia, ma ora tutte le parole di questa persona mi sembrarono giuste. Finimmo di parlare alle due del mattino, ed io decisi di iniziare a meditare all'aperto su di un piccolo ponte superiore della nave.
Andai sul ponte, che era deserto. Tutto ciò che sapevo sulla meditazione era che bisogna sedersi con le gambe incrociate... come iniziai a sedermi, il mondo fisico attorno a me scomprave, ed il Supremo venne e mi abbracciò, come una madre che avesse trovato il suo figliolo perduto, dopo averlo cercato per migliaia di anni. Piansi e piansi, con lacrime di gratitudine. È impossibile esprimere quanto amore ci fosse nell'abbraccio del Supremo! Posso solo dire che durò circa due ore, durante le quali non fui consapevole del mondo esterno; piangevo solo di gratitudine; promisi al Supremo che Gli avrei sempre offerto lacrime di gratitudine, se Lui me lo avesse permesso, e Lui mi promise che mi avrebbe protetto sempre. Ora prego per mantenere la mia promessa; e so che il Supremo manterrà la Sua.
Inutile a dirsi, cambiai molto dopo questa esperienza. Divenni vegetariano e non parlai per un mese, mi tagliai i capelli, smisi di assumere droghe ed alcol; e meditai ogni giorno. Lasciai la nave sul Canale di Panama come pianificato, feci l'autostop fino all'America Centrale e poi tornai a casa in Connecticut.
Un giorno stavo leggendo un quotidiano locale, in cui vidi un articolo sui gruppi spirituali della città. L'unico che non conoscevo era il Centro Sri Chinmoy di Norwalk, città del Connecticut. Decisi di andarvi il sabato, all'incontro con i cercatori spirituali tenuto da Akuti [una discepola di Sri Chinmoy]. Comprai un libro che parlava di Sri Chinmoy [che i suoi discepoli chiamano familiarmente "Guru"] scritto da un altro suo discepolo, Madhuri, e scoprii che Guru era un Maestro spirituale Realizzato.
Volli essere sicuro che Guru fosse lo stesso della mia esperienza sulla nave, cosicché gli chiesi interiormente di darmene una dimostrazione. Un giorno, mentre leggevo un libro di poesie di Sri Chinmoy dal titolo The Dance of Life [la danza della vita], all'improvviso una delle poesie innescò la stessa esperienza. Di nuovo, piansi e piansi. Guru è lo stesso del dolcissimo abbraccio sulla nave, ed un miliardo di volte di più!
L'esperienza sulla nave accadde il 27 febbraio. Successivamente, un altro 27 febbraio, quando già ero discepolo di Sri Chinmoy, eravamo in casa di Guru, celebrando il compleanno di un altro discepolo. Ad un tratto Guru disse verso di me: "Oggi è anche il tuo compleanno!" Qualcosa scattò in me, e ricordai che in quella stessa data ebbi l'esperienza sulla nave: Guru mi aveva ricordato il mio vero compleanno!
Ringraziamo Databir. Pagina originale.
Storia spirituale di Snatak (Islanda)
Scritto da un suo caro amico
Molti di noi, ad un certo punto della vita, si aspettano che ci sia un "viaggio". Può essere qualcosa di semplice come andare in terre lontane, o qualcosa di più difficile come un viaggio interiore. In quest'ultimo caso, non esistono dei mezzi di trasporto semplici e veloci... i paesaggi che si attraversano sono quelli puri della propria coscienza... ci si trova di fronte a strade che sembrano facili, e di fronte ad altre che attraversano "lo sconosciuto" puro e semplice.Il viaggio intrapreso da Snatak è insieme profondo ed unico. È un viaggio che ha visto la sua meta passare da "improbabile" a ciò che possiamo definire "quasi impossibile". E ancora, per i cercatori spirituali, e per quelli che hanno la fortuna di un vero Maestro spirituale come nel caso di Snatak, "impossibilità" è solo una parola da superare, durante il veloce progresso in avanti della loro avventura, che è la vita stessa.
Snatak è islandese. In queste ultime due settimane è stato in Columbia insieme ad un gruppo di amici connazionali: stanno offrendo corsi di meditazione in varie parti del Paese. Per molti anni ha viaggiato spesso. Migliaia di studenti di Sri Chinmoy ogni anno viaggiano in tutto il mondo, condividendo con tutti (attraverso corsi di meditazione o altre attività, o semplicemente attraverso un sorriso o una stretta di mano) l'insegnamento e la Luce del loro Maestro.
Snatak: "A 13 anni ero attratto dai libri sullo yoga [inteso come ricerca spirituale] e di domande e risposte spirituali. Trovavo questo argomento affascinante. Sentivo che questa fosse la cosa giusta. Ricordo di aver letto il libro di Patanjali: sentii che la ricerca spirituale fosse la cosa davvero importante... Solamente che non sapevo come praticarla, e sentivo di dover trovare il modo di imparare".
A 14 anni, nel 1975, avvenne uno dei momenti di più dolorosa ironia della sua vita. Sri Chinmoy era in viaggio in Islanda per la seconda volta ed offrì una conferenza nella cittadina di Akureyri, 17.000 abitanti, proprio la città in cui viveva Snatak. Un giorno, sua madre che era al lavoro, udì da alcuni amici della conferenza offerta da uno yoghi indiano in una piccola sala della città. Il giorno seguente descrisse l'esperienza a suo figlio: "Quando lui [Sri Chinmoy] entrò in sala, era come camminare dentro un muro. C'era così tanta Forza! Quest'uomo non potrà vivere a lungo, perché sta usando tutta la sua energia! Era come trovarsi in un muro di Potere!"
Snatak ci racconta che era dispiaciuto di non aver potuto essere alla conferenza. Sua madre vi era andata semplicemente, e all'epoca non c'erano i cellulari... Ci racconta con un dolce sorriso: "C'era un vero yoghi in città ed io l'ho mancato!" La madre comunque alla conferenza comprò un libro di Sri Chinmoy per Snatak
[...]
Quel libro fu in pratica una guida interiore per il viaggio che un giorno Snatak avrebbe intrapreso. Ma per adesso non c'era una strada definita davanti a lui, non gli era chiaro come seguire questo insegnante sul suo sentiero.
[...]
Dopo circa 9 anni ritroviamo Snatak in Inghilterra per studiare musica. Lì, ci racconta, passò un brutto periodo. Era infelice, dopo un altro anno era depresso: aveva cercato una Via spirituale per nove anni, senza successo. A quel punto "ogni sera prima di andare a letto ho pregato e pregato intensissimamente, per mesi, perché potessi trovare un Maestro spirituale". Ed infine vide un manifesto nella sua scuola di Manchester in cui si pubblicizzava un corso di meditazione, ancora una volta degli studenti di Sri Chinmoy. "Eccolo finalmente!" Il corso era offerto da Bhavani, che veniva appositamente da Londra.
Alla fine del corso, Snatak chiese a Bhavani di poterle affidare una lettera per Sri Chinmoy. Ci descrive il grande sollievo nel sapere che finalmente avrebbe potuto scrivere a Sri Chinmoy sapendo per certo che lui l'avrebbe ricevuta. [...] Un certo tempo dopo, rivecette una lettera da Bhavani che diceva che era stato accettato come discepolo. Era l'aprile 1985. Questa notizia gli portò enorme gioia e speranza. "Uauuuuuuu! Certo, i miei problemi non erano tutti risolti, ma sentii concretamente che qualcosa di molto significativo era accaduto. Qualcosa era accaduto!"
Snatak ci racconta che quando seppe di essere stato accettato sul Sentiero di Sri Chinmoy, voleva prendere il primo volo per New York per vederlo. Comunque gli fu possibile andarci per le Celebrazioni [speciale incontro annuale di tutti i discepoli di Sri Chinmoy -n.d.r.] il successivo agosto. Ci racconta: "Fu un viaggio eccezionale. Non sarei mai voluto tornare. In certi momenti, sapevo semplicemente di aver fatto la cosa giusta". Ci descrive momenti di potente e profonda meditazione. Stava facendo l'esperienza della vera vita spirituale, di cui aveva letto per così tanti anni. "Non ricordo dove la mia meditazione mi condusse... Ero in lacrime... Non potevo credere quanto fosse bello... Non avrei mai voluto andarmene".
[...]
[Tempo dopo] il concerto [di Sri Chinmoy] fu anche stavolta un grande successo. Dopo il concerto, Sri Chinmoy era in partenza in aeroporto; camminò direttamente verso Snatak e gli stette di fronte. Gli disse parole incoraggianti, e gliele ripeté molte volte, con grandissimi amore ed affetto. Lui iniziò a piangere, ed in quel momento sentì la connessione dolce e profonda che esisteva tra lui e Sri Chinmoy. Fu uno dei momento più belli della sua vita. [...].
Pagina originale. Si ringrazia l'amico Snatak!
Finding your spiritual Master
Gannika Wiesenberger
Gannika talks about her spiritual journey which began with meditation and evolved into seeking a spiritual Master. She explains how she went to New York and how she came to choose Sri Chinmoy as her guru. She also gives an insight into the spiritual relationship between Master and disciple.
Spirituality - the most fascinating subject on earth
Laila Faerman
Laila talks about how she came to join the Sri Chinmoy Centre, and describes how early experiences gave her an inner faith that this was the right path for her. She also talks about the large variety of activities and ways to make progress on Sri Chinmoy's Path.
A feeling that something more exists
Florbela Caniceiro
Ever since childhood, Florbela felt an emptiness, a feeling that something more exists besides this physical reality. She describes how as she grew up, this feeling led her to meditation and to Sri Chinmoy's spiritual path.
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